Da quasi 1 mese a questa parte, sento parlare nei veri telegiornali e radio giornali di un referendum, il referendum sulla legge elettorale.

Ho sentito parale di election day del 7 giugno, vale a dire di racchiudere in un unico turno:

  • La votazione del referendum sulla legge elettorale,
  •  La votazione per l’elezione dei nostri rappresentanti/soubrette/jullary al parlamento europeo
  •  Le votazioni amministrative per quelle province e/o comuni che sono chiamati all’elezione dei propri rappresentanti locali.

Ho sentito di forti polemiche provenienti dal partito della Lega Nord, contraria al referendum e contraria soprattutto a far coincidere il referendum sulla legge elettorale con le votazioni per le europee e le amministrative.

Ho sentito addirittura un possibile slittamento di 1 anno del quesito referendario sulla legge elettorale.

Ho sentito che l’ election day potrebbe far risparmiare agli italiani 400ml di €.

Ho sentito che alla fine, dopo tanti dibattiti dei politici/soubrette/jullary, il referendum è stato sposato al 27 giugno, giorno di eventuali ballottaggi delle elezioni amministrative.

Non ho mai sentito parlare invece del contenuto dei quesiti referendari, del come mai la Lega Nord è cosi contraria a questo referendum tanto da minacciare la stabilità del governo.

Ovviamente ho dovuto cercare un po’ in rete per trovare un po’ di informazioni sul referendum al quale saremo chiamati ad esprimerci il giorno 21 giugno.

Rimandandovi ad un approfondimento del quesito referendario sul sito referendumelettorale.org, riporto i 2 principali cambiamenti per i quali siamo chiamati ad esprimerci:

  1. Abrogazione delle coalizioni. I singoli partiti non si possono collegare tra loro per creare una lista (coalizione di partiti). L’effetto di questa abrogazione è importante per il premio di maggioranza (più voti prendi, più seggi vengono attribuiti al partito/lista). L’abrogazione delle coalizioni infatti comporterebbe non solo l’assegnazione del premio di maggioranza al solo partito che ha ricevuto più voti (essendo vietata la coalizione) ma anche un aumento delle soglie di sbarramento (% di voti necessaria al partito per accedere, attraverso i suoi uomini, alla Camera e al Senato)
  2. Divieto di candidature plurime. Un candidato non può presentarsi in più circoscrizioni ma solo in una.

Dopo aver capito almeno un po’ il contento del referendum sulla legge elettorale, non ho potuto farmi alcune domande/osservazioni:

Mi aspetto che adesso qualcuno confidi nella speranza che le condizioni climatiche siano favorevoli affinché tutti gli italiani vadano al mare o in montagna il 21 giugno prossimo, magari potrebbe spuntare anche una nuova festività nazionale (da rosso in calendario = non lavorativo) il venerdì 19 o lunedì 22 in modo tale da agevolare le partenze presso le località balneari e montane.

Quanto mi vergogno di essere italiano.